AccessibilitàAccessibilitàAccessibilità Progetto SISC

Regolomento per il funzionamento del Consiglio Comunale


I N D I C E

CAPO  I
DISPOSIZIONI GENERALI

Art.1: Oggetto e Finalità
Art.2: Norme di riferimento
Art.3: Interpretazione del Regolamento

CAPO II
LE ADUNANZE

Art.4: Sede delle adunanze
Art.5: Pubblicità delle adunanze
Art.6: Adunanze "aperte"

CAPO III
I CONSIGLIERI

Art.7: Mandato elettivo
Art.8: Dimissioni, decadenza, rimozione, sospensione.
Art.9: Diritti dei Consiglieri
Art.10: Richieste di copie di atti
Art.11: Trasmissione delle deliberazioni della G.M.
Art.12: Trasmissione ordinanze e determinazioni
Art.13:
Visione delle strutture comunali

CAPO IV
GLI ORGANI CONSILIARI

Art.14: Organi interni
Art.15: I gruppi consiliari
Art.16: Il Presidente del Consiglio
Art.17: Conferenza dei Capi gruppo

CAPO V
UFFICI  DEL CONSIGLIO COMUNALE

Art.18: Uffici e segreteria del Consiglio Comunale

CAPO VI
CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO

Art.19: Convocazione
Art.20: Ordine del giorno
Art.21: Termini di consegna
Art.22: Pubblicazione
Art.23: Deposito degli atti

CAPO VII
LE ADUNANZE

Art.24: Validità delle adunanze
Art.25: Partecipazione del Sindaco e degli Assessori
Art.26: La partecipazione del Segretario

CAPO VIII
DISCIPLINA DELLE ADUNANZE

Art.27: Comportamento dei Consiglieri
Art.28: Ordine della discussione
Art.29: Svolgimento della discussione
Art.30: Interrogazione
Art.31: Interpellanza
Art.32: Discussione delle interrogazioni e delle interpellanze
Art.33: Gli ordini del giorno
Art.34: Questioni pregiudiziali e sospensive
Art.35: Mozione d'ordine e fatto personale
Art.36: Termini dell'adunanza

CAPO IX
LE DELIBERAZIONI

Art.37: Redazione del verbale
Art.38: Approvazione del verbale
Art.39: Le votazioni
Art.40: Forme di votazione
Art.41: Esito delle votazioni

CAPO X
LE COMMISSIONI SPECIALI

Art.42: Commissioni di indagine
Art.43: Commissioni di studio
Art.44: Norme comuni

CAPO XI
NORME FINALI

Art.45: Diffusione
Art.46: Entrata in vigore

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CAPO I
DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1
Oggetto e finalità

  1. Il presente Regolamento, predisposto in osservanza dello Statuto di questo Comune, disciplina l'organizzazione, il funzionamento e le adunanze del Consiglio Comunale, l'esercizio delle funzioni del Consiglio, del Presidente e dei Consiglieri.
  2. Il Consiglio Comunale è l'organo d'indirizzo e di controllo politico-amministrativo di tutta l'attività dell'Ente. Le competenze, così come le varie funzioni dei Consiglieri, sono previste dal vigente Ordinamento  EE.LL. 48/91, 7/92,26/93,46/93 e 35/97 e successive modifiche ed integrazioni, dallo Statuto e dal presente Regolamento.
  3. L'attività del Consiglio, e le funzioni dei Consiglieri devono ispirarsi ai principi di correttezza,trasparenza, informazione, partecipazione, legalità, funzionalità, efficienza ed efficacia dell'azione amministrativa.
  4. Le determinazioni su situazioni o questioni che non sono disciplinate dalla Legge, dallo Statuto e dal presente Regolamento, sono adottate dal Presidente, ispirandosi ai detti principi nel rispetto delle citate norme, udito il parere del Segretario Comunale.

Art.2
Norme di riferimento

  1.  Le norme di riferimento che regolano l'organizzazione, il funzionamento e le adunanze del Consiglio Comunale, l'esercizio delle funzioni del Consiglio, del Presidente e dei Consiglieri sono: il vigento Ordinamento EE.LL., le LL.RR. 48/91, 7/92, 26/93, 46/93, 35/97 e successive modifiche ed integrazioni, le altre leggi vigenti in materia, le leggi nazionali richiamate o recepite o in qualsiasi modo applicabili in Sicilia e lo Statuto Comunale.
  2. Nell'applicazione del presente Regolamento dovranno essere rispettate tutte le norme di riferimento; inoltre le presenti norme saranno disapplicate, in attesa di un loro adeguamento, qualora, per intervenute modifiche della legislazione statale o regionale, fossero in contrasto con le citate norme di riferimento.

Art.3
Interpretazione del Regolamento

  1. Nell'interpretazione e nell'applicazione delle norme del presente Regolamento dovranno essere tenuti presenti i principi enunciati al precedente articolo 1 e le norme richiamate al precedente art. 2.
  2. Le eccezioni sollevate durante l'adunanza dei Consiglieri Comunali, relative all'interpretazione di norme del presente Regolamento da applicare per la trattazione di argomenti iscritti nell'ordine del giorno, sono sottoposte al Presidente in aula e al Segretario comunale Egli, se necessario, sospende brevemente la seduta e riunisce i Capi gruppo presenti in aula ed il Segretario Comunale, per esaminare e risolvere le eccezioni sollevate. Quando la soluzione non risulti immediatamente possibile, il Presidente, ripresi i lavori del Consiglio, rinvia l'argomento oggetto dell'eccezione a successiva adunanza. Nei giorni seguenti attiva la procedura di cui al quarto comma.
  3. Le eccezioni sollevate dai Consiglieri comunali al di fuori delle adunanze, relative all'interpretazione di norme del presente Regolamento, devono essere presentate per iscritto al Presidente.
  4. Il Presidente incarica immediatamente il Segretario Comunale di istruire la pratica con il suo parere e sottopone la stessa, nel più breve tempo, al Consiglio Comunale, il quale decide, in via definitiva, con il voto favorevole della maggioranza dei Consiglieri assegnati.
  5. L'interpretazione della norma ha validità permanente ed in merito alla stessa non sono ammesse ad esame ulteriori eccezioni. Della stessa viene fatta annotazione a margine del relativo articolo del presente Regolamento.

CAPO II
LE ADUNANZE

Art.4
Sede delle adunanze

  1. Le adunanze del Consiglio Comunale, si tengono, di regola, presso la sede Comunale, nell'aula all'uopo destinata nella quale oltre ai posti per il Presidente, per i Consiglieri e per il Segretario, devono essere riservati i necessari posti per il Sindaco e i componenti la Giunta.
  2. Nella stessa sala uno spazio apposito è riservato al pubblico, assicurando allo stesso la possibilità di seguire, nel miglior modo, i lavori del Consiglio. Se possibile,apposito spazio, in posizione idonea a consentire il miglior esercizio della loro attività, è assegnato ai rappresentanti degli organi di informazione espressamente autorizzati dal Presidente.
  3. Durante le sedute possono avere accesso nella parte riservata ai Consiglieri, oltre ai Consiglieri stessi, ai componenti la Giunta, al Segretario e ai dipendenti in servizio, soltanto le persone delle quali è stata disposta l'audizione e quelle invitate dal Presidente, in relazione alle questioni poste all'ordine del giorno.
  4. Su proposta del Sindaco o su determinazione propria, il Presidente può stabilire che l'adunanza del Consiglio si tenga eccezionalmente in luogo diverso dalla sede Comunale, ma sempre nell'ambito territoriale del Comune, quando ciò sia reso necessario dall'inagibilità od indisponibilità della sede stessa, o sia motivato da ragioni di carattere sociale che fanno ritenere opportuna la presenza del Consiglio sui luoghi ove si verificano situazioni particolari, esigenze ed avvenimenti che richiedono l'impegno, la solidarietà o la partecipazione della Comunità.
  5. La sede ove si tiene l'adunanza del Consiglio Comunale deve essere sempre indicata nell'avviso di convocazione. Per le riunioni da tenersi fuori dalla sede Comunale, il Presidente deve darne notizia al pubblico almeno 24 ore prima dell'inizio dei lavori con apposito avviso da pubblicarsi all'albo pretorio e in altri luoghi pubblici.
  6. Il giorno in cui si tiene l'adunanza, all'esterno della sede viene esposta la bandiera italiana, quella europea e quella della Regione Siciliana.

Art.5
Pubblicità delle adunanze

  1. Le adunanze del Consiglio Comunale sono pubbliche e, nell'apposito spazio riservato al pubblico, chiunque può assistervi in silenzio, mantenendo un contegno rispettoso ed astenendosi da qualsiasi commento o segno di approvazione o disapprovazione.
  2. L'adunanza del Consiglio Comunale si tiene in forma segreta quando vengono trattati argomenti che implichino apprezzamento o giudizio sulle qualità o sul comportamento di persone, od esaminati fatti e circostanze che richiedono valutazioni delle qualità morali e delle capacità professionali di persone.
  3. Gli argomenti da esaminare in seduta segreta sono precisati nell'ordine del giorno dell'adunanza.
  4. Quando nella trattazione di un argomento in seduta pubblica siano introdotte valutazioni su moralità, correttezza, capacità e comportamenti di persone, il Presidente chiude la discussione senza ulteriori interventi. Il Consiglio, su proposta motivata di almeno tre consiglieri, può deliberare, a maggioranza dei presenti, il passaggio in seduta segreta per continuare il dibattito.
  5. Durante le adunanze segrete possono restare in aula, oltre ai componenti del Consiglio, al Sindaco o Assessore in sua rappresentanza e al Segretario Comunale, il responsabile dell'ufficio di Segreteria, tutti vincolati al segreto d'ufficio.

Art.6
Adunanze "aperte"

  1. In presenza di particolari condizioni previste dallo Statuto o di rilevanti motivi d'interesse della comunità su richiesta del Sindaco o su propria determinazione, il Presidente può convocare il Consiglio Comunale in "adunanza aperta", nella sua sede abituale od anche nei luoghi particolari previsti dall'art.4 del presente Regolamento.
  2. Tali adunanze hanno carattere straordinario ed alle stesse, con i Consiglieri comunali, possono essere invitati Parlamentari, rappresentanti dello Stato, della Regione, della Provincia, di altri comuni, delle Circoscrizioni, degli organismi di partecipazione popolare e delle associazioni sociali, politiche e sindacali interessate ai temi da discutere.
  3. In tali particolari adunanze il Presidente, garantendo la piena libertà di espressione dei Consiglieri, consente anche interventi dei rappresentanti invitati, che portano il loro contributo di opinioni, di conoscenze, di sostegno e illustrano al Consiglio Comunale gli orientamenti degli Enti e delle parti sociali rappresentate.
  4. Durante le adunanze "aperte" del Consiglio Comunale non possono essere adottate deliberazioni od assunti, anche in linea di massima, impegni di spesa a carico del Comune.

Dell'adunanza può essere redatto un sommario processo verbale.

CAPO III
I CONSIGLIERI

Art.7
Mandato elettivo

  1. L'elezione dei Consiglieri comunali, la loro entrata e durata in carica, il numero dei Consiglieri attribuito al Comune, la loro posizione giuridica e le indennità, sono regolati dalla Legge, con le specificazioni previste dallo Statuto.
  2. I Consiglieri rappresentano l'intera comunità senza vincolo di mandato e entrano in carica all'atto della proclamazione. Debbono astenersi dal partecipare alle deliberazioni che investono interessi propri o di parenti o affini o di società o associazioni di cui hanno la rappresentanza e dal prendere parte, direttamente o indirettamente, a servizi o forniture e appalti. In merito si applicano l'art. 176 dell'Ordinamento EE.LL. e l'art. 1 della L.R. 10/95.
  3. Hanno il dovere di partecipare alle sedute del Consiglio e delle commissioni o organismi di cui fanno parte. Il Presidente ha la facoltà di invitare all'osservanza dei propri doveri i Consiglieri e in caso di recidiva di richiamarli prima per iscritto e poi in seduta pubblica del Consiglio.
  4. Il Consigliere Comunale è responsabile, personalmente, dei voti espressi in favore o contro i provvedimenti deliberati dal Consiglio. E' esente da responsabilità il Consigliere che non abbia preso parte alla deliberazione o che abbia dichiarato, prima della votazione, il proprio dissenso ed abbia espresso voto contrario, chiedendo di far risultare a verbale la sua posizione.
  5. Nei casi in cui la legge, lo Statuto od i regolamenti prevedono che un determinato organo, collegio o commissione debba far parte un Consigliere Comunale, questi deve essere sempre nominato o designato dal Consiglio, in seduta pubblica, con votazione segreta e garantendo, se prevista la presenza della minoranza.

Art. 8
Dimissioni, decadenza, rimozione, sospensione.

  1. Le dimissioni, la decadenza, la rimozione, la sospensione, la surroga dei Consiglieri comunali sono regolati dalla Legge con le specificazioni previste dallo Statuto.
  2. La decadenza della carica di Consigliere per ripetuta e non giustificata assenza dalle adunanze consiliari è disciplinata dalla Legge e dallo Statuto. Verificandosi le condizioni previste, la decadenza viene dichiarata dal Consiglio nella seduta immediatamente successiva alla scadenza del termine assegnato con la contestazione fatta dal Presidente. La proposta di decadenza non può essere esaminata prima di 10 giorni dalla notifica della contestazione. Prima di dichiarare la decadenza, il Consiglio esamina le eventuali giustificazioni, presentate per iscritto al Presidente dall'interessato, e decide conseguentemente. La proposta di decadenza è approvata con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei Consiglieri in carica.
  3. Il Presidente, avuta conoscenza di un provvedimento di decadenza, o di rimozione, convoca il Consiglio Comunale che ne prende atto ed adotta le deliberazioni conseguenti.
  4. La surrogazione dei Consiglieri decaduti e rimossi dalla carica ha luogo nella stessa seduta nella quale viene dichiarata la decadenza, previo accertamento dell'insussistenza di condizioni di ineleggibilità od incompatibilità del surrogando.
  5. L'eventuale rinunzia del subentrante o la presenza di cause di ineleggibilità che dovessero successivamente intervenire, non alterano la completezza del Consiglio stesso.
  6. In caso di sospensione, il Presidente, ricevuta copia del provvedimento, convoca il Consiglio Comunale che prende atto della sospensione decretata. Il Consigliere Comunale sospeso non può esercitare le funzioni connesse e conseguenti a tale carica.

Art. 9
Diritti dei Consiglieri

  1. I Consiglieri esercitano le loro funzioni di indirizzo e controllo politico-amministrativo sull'attività della Giunta attraverso gli strumenti previsti dalla legge e dallo Statuto. Oltre al diritto di richiedere la convocazione del Consiglio, hanno diritto d'iniziativa su ogni argomento sottoposto al Consiglio Comunale.
    Esercitano tale diritto mediante la presentazione di proposte di deliberazioni e di emendamenti alle deliberazioni iscritte all'ordine del giorno del Consiglio, oppure mediante richiesta di un esame e di un dibattito generale.
  2. Quando nella richiesta è precisato che per gli argomenti da iscrivere all'ordine del giorno il Consiglio Comunale dovrà effettuare soltanto un esame e un dibattito generale, senza adottare deliberazioni o risoluzioni, per ciascuno di essi i Consiglieri richiedenti debbono allegare una relazione che illustra l'oggetto da trattare.
  3. I Consiglieri hanno diritto di presentare al Sindaco interrogazioni o mozioni su argomenti che riguardano direttamente le funzioni di indirizzo e di controllo politico-amministrativo del Consiglio Comunale e le altre competenze allo stesso attribuite dalle leggi e dallo Statuto.
  4. I Consiglieri comunali hanno diritto di ottenere dagli uffici del Comune, dalle aziende, istituzioni ed enti dipendenti, tutte le informazioni utili all'espletamento del mandato elettivo. Inoltre hanno diritto di prendere visione ed averne copia, dei provvedimenti e degli atti preparatori in essi richiamati nei modi e nei tempi previsti dai vigenti regolamenti.

Art. 10
Richieste di copie di atti

  1. I Consiglieri comunali, con motivata richiesta, indirizzata al Segretario Comunale, nella quale indicano le finalità d'uso connesse all'esercizio del loro mandato, hanno diritto al rilascio di copia di regolamenti, di deliberazioni del Consiglio e della Giunta, di verbali delle commissioni consiliari e delle consulte istituite ai sensi del presente Regolamento e dello Statuto comunale, dei bandi e dei verbali di gara, di ordinanze determinazioni e provvedimenti emessi dal Sindaco o dai suoi delegati, di determinazioni emesse dai funzionari comunali, di petizioni presentate dai cittadini e di richieste e proposte avanzate dagli organismi di partecipazione.
  2. Le richieste di cui al comma precedente devono essere esitate tempestivamente e comunque entro gg 5 dalla presentazione.
  3. Nel caso di atti che si riferiscono ad argomenti da trattare in una seduta del Consiglio Comunale già convocata, il rilascio degli atti richiesti deve avvenire immediatamente.

Art. 11
Trasmissione delle deliberazioni della G.M.

  1. Tutte le deliberazioni adottate dalla G.M., con tutti gli allegati sono trasmesse, a cura del Segretario Comunale, contestualmente alla loro pubblicazione all'albo Pretorio del Comune, al Presidente del Consiglio Comunale ai capi gruppo consiliari ed ai consiglieri comunali che non aderiscono ad alcun gruppo consiliare.

 Art. 12
Trasmissione ordinanze e determinazioni

  1. Tutte le ordinanze e le determinazioni adottate dal Sindaco o dai funzionari comunali devono essere trasmesse entro 15 gg. dalla loro adozione al Presidente del Consiglio Comunale, che avrà cura di depositarle presso l'ufficio del Presidente dove saranno messe a disposizione, per la visione, di tutti i Consiglieri Comunali.

Art. 13
Visione delle strutture comunali

  1. Tutte le strutture di proprietà comunale, nonché quelle in affitto comunque utilizzate per fini istituzionali, possono essere visionate dai Consiglieri Comunali.
  2. Le richieste non possono essere avanzate singolarmente, ma per gruppi consiliari. Qualora vi siano consiglieri comunali non aderenti ad alcun gruppo consiliare, per la visione di cui al comma precedente, debbono raccordarsi con uno dei gruppi consiliari formalmente costituiti.
  3. Le richieste inerenti al comma 1, devono essere avanzate, al Segretario Comunale, almeno 15 gg. prima di quello indicato per la visione.
  4. Il Segretario Comunale, ricevuta la richiesta, dispone che un funzionario dell'ufficio Comunale competente, previa intesa con il Sindaco, per il giorno concordato provveda all'apertura e chiusura della struttura.
  5. Le richieste possono essere avanzate per una o più strutture comunali, e comunque annualmente non possono essere visionate, da parte dello stesso gruppo consiliare, per più di due volte le medesime strutture.

CAPO IV
GLI ORGANI CONSILIARI

Art.14
Organi interni

  1. Sono organi interni del Consiglio Comunale il Presidente del Consiglio, il Vice Presidente, il Consigliere anziano, i Gruppi Consiliari e le Commissioni consiliari speciali.
    Le loro funzioni e prerogative sono previste dalla legge e dallo Statuto e disciplinate dal presente regolamento.

Art.15
I Gruppi consiliari

  1. I consiglieri eletti nella medesima lista formano, di regola, un gruppo consiliare, che in ogni caso deve essere costituito da due o più componenti.
    Il consigliere che intende appartenere a un gruppo diverso da quello in cui è stato eletto deve darne comunicazione scritta, al Presidente del Consiglio, al Sindaco e al Segretario comunale, allegando dichiarazione di accettazione del capo del nuovo gruppo.
    E' possibile la costituzione di gruppi misti con Consiglieri eletti in liste diverse che dichiarano per iscritto come previsto dal comma precedente, di volersi costituire in un unico gruppo.
    Ogni gruppo nomina nel suo seno un capo gruppo che lo rappresenta ed a cui vengono inviate tutte le relative comunicazioni previste dalla legge, dallo Statuto e dai regolamenti.
    Il capo gruppo comunica la sua nomina per iscritto al Presidente del consiglio, al Sindaco, al Segretario comunale.
    Ai capi gruppo consiliari, come sopra determinati saranno effettuate da parte del Segretario Comunale le comunicazioni di cui al 4° comma dell'art.15 della L.R. 44/91. Fino alla notifica dei nominativi dei capi gruppo le comunicazioni saranno effettuate al consigliere che ha riportato il maggior numero di preferenze per ogni lista.
    Le predette comunicazioni saranno fatte anche a quei consiglieri che unici eletti dalla loro lista, o che non aderiscono ad alcun gruppo e non si sono costituiti in gruppo misto.

Art.16
Il Presidente del Consiglio

  1. Il Presidente rappresenta l'intero Consiglio Comunale, ne tutela la dignità del ruolo ed assicura l'esercizio delle funzioni allo stesso attribuite dalla Legge e dallo Statuto.
    In caso di assenza o impedimento o revoca il Presidente è sostituito in ogni sua funzione o potere dal Vice Presidente e, in caso di assenza o di impedimento di quest'ultimo, dal Consigliere che ha riportato il maggior numero di preferenze individuali, indipendentemente dalla lista di appartenenza.
    Il Presidente, o chi lo sostituisce, esercita le funzioni attribuitegli dalla Legge, dallo Statuto, dalle norme vigenti in questo Comune e dal presente Regolamento.
    In caso di assenza o impedimento del Presidente sarà cura del Segretario informare e sottoporre al sostituto gli adempimenti previsti dalle norme vigenti.
    Al Presidente spetta la diramazione degli avvisi di convocazione del Consiglio, l'attivazione delle Commissioni consiliari e la presidenza del Consiglio e delle Commissioni. 
    Inoltre, svolge le funzioni previste dallo Statuto e dalle vigenti norme regolamentari, comprese le presenti. Provvede al proficuo funzionamento del Consiglio, modera e dirige la discussione e dispone che i lavori si svolgano osservando il presente Regolamento. Concede la facoltà di parlare e stabilisce il termine della discussione; pone e precisa i termini delle proposte per le quali si discute e si vota, determina l'ordine delle votazioni, ne controlla e proclama il risultato, con l'assistenza degli scrutatori.
    Il Presidente dirige il dibattito ed esercita i suoi poteri per garantire l'osservanza delle norme, la regolarità della discussione e delle deliberazioni ed assicurare il rispetto dei diritti delle minoranze e il mantenimento dell'ordine e l'osservanza  della Legge, dello Statuto e del Regolamento. Ha facoltà di sospendere o, sciogliere, nei casi previsti dalle vigenti norme, l'adunanza.
    Può sollecitare gli adempimenti che dovranno essere sottoposti al Consiglio Comunale.o chiedere l'intervento del Sindaco o dell'Assessore al ramo su questioni di interesse generale, anche se non di competenza del Consiglio.
    Può richiamare il Sindaco al rispetto degli adempimenti e dei tempi previsti dalle norme di legge o di regolamento e chiedere chiarimenti direttamente ai responsabili dei servizi sugli argomenti posti o da porre all'ordine del giorno del Consiglio.

 Art. 17
Conferenza dei Capigruppo

  1.  La Conferenza dei Capigruppo è composta dal Presidente del Consiglio Comunale dai capigruppo dei vari gruppi consiliari presenti nel Consiglio Comunale e dai consiglieri che non fanno parte di alcun gruppo consiliare. La Conferenza dei Capigruppo viene convocata dal Presidente del Consiglio Comunale che la presiede, per assicurare l'informazione preventiva ai gruppi consiliari sulle questioni da sottoporre al Consiglio Comunale.
    La conferenza dei capigruppo viene convocata verbalmente almeno un giorno prima (anche con comunicazione telefonica) dal Presidente del Consiglio Comunale o da un suo delegato.
    I capigruppo qualora impossibilitati a partecipare alla seduta possono delegare altro consigliere del gruppo.
    Le sedute della Conferenza dei Capigruppo vengono verbalizzate in apposito registro, a cura del Consigliere facente parte della Conferenza più giovane di età.

CAPO V
UFFICI DEL CONSIGLIO COMUNALE

Art. 18
Uffici e segreteria del Consiglio Comunale

  1.  Il Consiglio Comunale dispone di risorse umane, individuate nella dotazione organica del Comune, adeguate per assicurare il suo funzionamento, le sue iniziative e l'informazione sulla sua attività. Sono considerati uffici del Consiglio Comunale le unità organizzative che assicurano il supporto tecnico di cui al comma precedente, del Consiglio, della Presidenza, delle Commissioni Consiliari e dei Gruppi Consiliari.
    Quando richiesto dal Presidente, i funzionari possono essere delegati dal Segretario Comunale a svolgere le funzioni di Segretario delle Commissioni.
    L'ufficio del Consiglio Comunale cura la programmazione e lo sviluppo delle funzioni di supporto organizzativo, informativo, giuridico ed amministrativo per le attività del Consiglio, delle Commissioni e dei Gruppi Consiliari, organizzando in particolare le sedute del Consiglio Comunale, la gestione degli atti di iniziativa dei Consiglieri, l'organizzazione delle iniziative del Presidente e delle Commissioni Consiliari. Assiste la Presidenza del Consiglio Comunale per lo svolgimento delle funzioni attribuitele dalla legge e dallo Statuto, nonché di quelle relative alla rappresentanza del Consiglio Comunale. Cura la raccolta della produzione normativa, compie studi per la proposizione e l'aggiornamento dei regolamenti comunali. Svolge attività di supporto amministrativo al Difensore ed al Collegio dei Revisori dei Conti, se richiesti. Gestisce i rapporti con gli organismi di partecipazione.

CAPO VI
CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO

Art. 19
Convocazione

  1. Il Consiglio si riunisce secondo le modalità dello Statuto integrate dal presente regolamento. La convocazione è disposta dal Presidente in carica, tranne la prima convocazione del Consiglio Comunale neo eletto, che è disposta dal Presidente uscente, come previsto dall'art.19 della L.R. 7/92 e successive modifiche ed integrazioni.
    Nel caso di assenza o impedimento o dimissioni del Presidente la convocazione viene disposta da chi ne fa le veci in base alla legge e allo Statuto. Nello stesso modo si provvede quando la convocazione del Consiglio è obbligatoria per legge o per Statuto.
    Esercita le funzioni di Consigliere anziano il membro del Consiglio che ha riportato il maggior numero di preferenze individuali, indipendentemente dalla lista di appartenenza al quale spetta la presidenza provvisoria del Consiglio neo eletto fino alla elezione del Presidente.
    La convocazione del Consiglio Comunale, è disposta come previsto dallo Statuto e dal presente regolamento con avviso di convocazione contenente l'indicazione del giorno, dell'ora dell'adunanza e della sede dove la stessa sarà tenuta, con invito ai consiglieri comunali a parteciparvi. Nel caso che siano previste sospensioni temporanee dei lavori nel corso della giornata di riunione, nell'avviso vengono indicati gli orari di inizio, interruzione e ripresa dell'adunanza. Quando è previsto che i lavori si svolgano in più giorni, sono indicate la data e l'ora di inizio di ciascuna riunione, con la precisazione che trattasi di continuazione della medesima adunanza. L'avviso di convocazione può indicare il giorno e l'ora dell'eventuale seduta di prosecuzione, in mancanza si applica il disposto del seguente art.19.
    Il Consiglio Comunale, come previsto dallo Statuto, è di norma convocato in adunanza ordinaria ogni trimestre per l'esercizio delle funzioni  e l'adozione dei provvedimenti previsti dalla Legge e dallo Statuto e dagli altri regolamenti di attuazione.
    Al di fuori dei casi di cui al comma precedente, il Consiglio è convocato in adunanza straordinaria o su determinazione del Presidente o quando la stessa sia richiesta dal Sindaco o da almeno un quinto dei Consiglieri in carica. L'adunanza deve avere luogo entro venti giorni dalla richiesta.
    L'avviso di convocazione deve precisare se l'adunanza ha carattere ordinario o straordinario e se viene convocata d'urgenza e se la stessa si tiene su determinazione del Presidente o su richiesta del Sindaco o di un quinto dei Consiglieri. Il Consiglio è convocato d'urgenza quando sussistono motivi, che devono essere indicati dai richiedenti e valutati dal Presidente, rilevanti ed indilazionabili che ne rendono necessaria la riunione.

 Art. 20
Ordine del giorno

  1. Unitamente all'avviso di convocazione sarà comunicato l'ordine del giorno comprendente l'elenco degli argomenti, indicati con definizioni chiare, specifiche e tali da consentire di individuarne con certezza l'oggetto da trattare. Qualora la proposta di delibera abbia ad oggetto l'esame od approvazione di un Regolamento, copia dello stesso sarà consegnata al Consigliere unitamente all'avviso di convocazione.
  2. Sono specificati gli argomenti da trattare in seduta segreta. Tutti gli altri argomenti elencati sono trattati in seduta pubblica.
  3. L'iniziativa delle proposte da iscrivere all'ordine del giorno spetta al Sindaco, agli Assessori nell'ambito della delega ricevuta, al Presidente ed ai Consiglieri comunali o ad altri organi individuati con Regolamento. Per le proposte di deliberazioni, mozioni ed interrogazioni presentate dai Consiglieri comunali, si osserva quanto stabilito dallo Statuto e dai regolamenti di attuazione.
  4. L'avviso di convocazione del Consiglio, con l'ordine del giorno, deve essere consegnato al domicilio del Consigliere, a mezzo di un Messo Comunale, che rimette alla Segreteria Comunale, per essere conservati a corredo degli atti dell'adunanza consiliare, le dichiarazioni di avvenuta consegna con l'indicazione del giorno in cui la stessa è stata effettuata.
  5. I Consiglieri che non risiedono nel Comune devono designare, entro dieci giorni dalla proclamazione della loro elezione, , un domiciliatario residente nel Comune indicando, con lettera indirizzata al Segretario, il nominativo e l'indirizzo della persona alla quale devono essere consegnati gli avvisi di convocazione ed ogni altro atto pertinente alla carica, esonerando l'Amministrazione da qualsiasi responsabilità nel caso in cui il domiciliatario non provveda a recapitargli tempestivamente tali documenti.
  6. Fino a quando non sia stata effettuata la designazione di cui al precedente comma, l'avviso sarà affisso all'Albo Pretorio e copia sarà spedita al domicilio anagrafico del Consigliere, a mezzo di raccomandata postale con avviso di ricevimento, senza bisogno di osservare altre particolari formalità.
  7. La spedizione deve avvenire entro il termine previsto per la consegna dell'avviso al domicilio. Con tale spedizione si considera osservato, ad ogni effetto, l'obbligo di consegna dell'avviso di convocazione e rispettati i termini fissati dalla legge e dallo Statuto.

Art. 21
Termini di consegna

  1. L'avviso di convocazione per le adunanze ordinarie o straordinarie deve essere consegnato ai Consiglieri almeno cinque giorni prima del giorno fissato per l'adunanza.
    Per le adunanze convocate d'urgenza, l'avviso deve essere consegnato almeno 24 ore prima dell'ora stabilita per la riunione.
    In caso di sospensione o di rinvio della seduta per meno di 36 ore non è necessaria alcuna comunicazione agli assenti. Per le sospensioni più lunghe dovrà essere data comunicazione agli assenti almeno 12 ore prima della ripresa come previsto dall'art.27.
    Nel caso che, dopo la consegna degli avvisi di convocazione, si debbano aggiungere all'ordine del giorno della adunanza argomenti urgenti o sopravvenuti, occorre darne avviso scritto ai Consiglieri con le modalità ed i tempi di cui ai commi 1 e 2.
    Nella seduta di prosecuzione non possono essere aggiunti nuovi argomenti.
    I motivi dell'urgenza delle convocazioni o dei provvedimenti aggiunti all'ordine del giorno debbono essere riscontrati dal Consiglio Comunale, il quale può stabilire, a maggioranza dei presenti, che la loro trattazione sia rinviata al giorno successivo od anche ad altro stabilito dal Consiglio stesso.
    L'avviso del rinvio viene comunicato come previsto dal precedente comma 3. L'eventuale ritardata o irregolare consegna dell'avviso di convocazione è sanata quando il Consigliere interessato partecipa, senza alcuna contestazione a verbale, all'adunanza del Consiglio alla quale era stato invitato.
     

Art. 22
Pubblicazione

  1. L'elenco degli argomenti da trattare nelle adunanze ordinarie, straordinarie e urgenti è pubblicato all'albo del Comune nei termini di cui al precedente articolo. Il Segretario Comunale deve curare la pubblicazione dell'avviso della riunione.

Entro i termini previsti per la consegna ai Consiglieri Comunali, copia dell'avviso di convocazione e dell'ordine del giorno delle adunanze - inclusi quelli aggiuntivi - viene inviata a cura della Segreteria Comunale:
- al Sindaco e agli Assessori;

- lle Forze dell'ordine;

- al Difensore Civico;

- agli uffici e agli organismi previsti dallo Statuto e dai regolamenti.

L'avviso e l'ordine del giorno negli stessi termini indicati sarà affisso nei luoghi più frequentati del Comune-.

Art. 23
Deposito degli atti.

Tutti gli atti relativi agli argomenti iscritti all'ordine del giorno devono essere depositati presso la Segreteria Comunale, od in altro ufficio indicato nell'avviso di convocazione, almeno nei tre giorni, inclusi i festivi, precedenti l'adunanza. Gli atti relativi alle adunanze convocate d'urgenza o ad argomenti aggiunti all'ordine del giorno, sono depositati almeno 24 ore prima della riunione.
La consultazione può essere fatta durante l'orario di ufficio e, in casi particolari e per le convocazioni d'urgenza, il Presidente può chiedere che il Segretario Comunale organizzi il servizio in modo da prolungare l'orario di consultazione.
L'iniziativa delle proposte e la loro presentazione sono disciplinate dallo Statuto.
Nessuna proposta può essere sottoposta a deliberazione del Consiglio se non sia stata iscritta all'ordine del giorno e se non è stata depositata, entro i termini di cui al precedente primo comma, nel testo completo dei pareri di cui all'art. 53 e, ove occorra, dell'attestazione di cui all'art.55, quinto comma, della legge 8 giugno 1990, n.142, corredata di tutti i documenti necessari per consentirne l'esame.
I Consiglieri hanno diritto di consultare gli atti d'ufficio richiamati o citati nelle proposte di deliberazione e nei relativi allegati. Possono presentare emendamenti che se depositati in tempo utile saranno, a cura del Segretario Comunale, sottoposti ai pareri di rito. In caso di emendamenti e di modifiche presentate non in tempo utile o nel corso dell'adunanza, ove non fosse possibile acquisire i prescritti pareri, la trattazione sarà rinviata tenendo presente i necessari tempi tecnici.
All'inizio dell'adunanza, le proposte ed i documenti devono essere depositati nella sala dell'adunanza e nel corso di essa ogni Consigliere può consultarli. Eventuali irregolarità formali o ritardi si intendono sanati se nessun Consigliere avanza formale contestazione.
Le proposte relative all'approvazione del bilancio di previsione, del programma delle opere pubbliche, del consuntivo e degli altri argomenti per i quali è richiesta una preventiva deliberazione della Giunta, devono essere trasmesse ai Capi gruppo consiliari assieme all'ordine del giorno almeno 12 giorni prima della convocazione del Consiglio Comunale. Con la comunicazione viene inviata copia del provvedimento della Giunta e delle relazioni concernenti gli argomenti suddetti.
Restano salve le procedure previste dal vigente Regolamento di contabilità in materia di proposte ed emendamenti ai documenti finanziari.

CAPO VII
LE ADUNANZE

Art. 24
Validità delle Adunanze

  1. Il Consiglio Comunale delibera con l'intervento della maggioranza dei Consiglieri in carica, Nella seduta di inizio la mancanza del numero legale, verificatasi al momento di una votazione, comporta la sospensione di un'ora della seduta in corso.
  2. Qualora nella seduta di ripresa non si raggiunga o venga meno il numero legale, la stessa è rinviata al giorno successivo e alla stessa  ora della seduta di inizio. Se le sedute di inizio e di ripresa si siano protratte per oltre 24 ore dall'inizio, la seduta di prosecuzione è rinviata al giorno successivo e alla stessa ora in cui è stata constatata la mancanza del numero legale, con il medesimo ordine del giorno e senza ulteriore avviso di convocazione. Per motivi organizzativi il Presidente può, dandone verbale comunicazione, posporre di alcune ore l'inizio della seduta di prosecuzione quando il suo inizio dovrebbe avvenire di notte.
  3. Nella seduta di prosecuzione è sufficiente per la validità delle deliberazioni, l'intervento di due quinti dei Consiglieri in carica, tranne nei casi in cui la legge richieda una maggioranza diversa. Le eventuali frazioni, ai fini del calcolo dei due quinti, si computano per unità.
  4. La seduta non può iniziare prima dell'ora fissata nell'avviso di convocazione, o di quella scaturente dall'applicazione dei commi precedenti. Il numero dei presenti viene accertato mediante l'appello nominale, eseguito dal Presidente del Consiglio Comunale ed i cui risultati sono annotati sul verbale. Qualora i Consiglieri non siano inizialmente presenti nel numero prescritto, il Presidente può disporre adempimenti o comunicazioni per i quali non sono previste votazioni.
  5. In ogni caso, trascorsa un'ora da quella fissata nell'avviso di convocazione o prefissata ai sensi dei commi precedenti ed eseguito l'appello si constati il perdurare della mancanza del numero dei Consiglieri necessario per validamente deliberare, il Presidente ne fa prendere atto a verbale e dispone il rinvio della seduta.
  6. Dopo l'appello positivo si presume la presenza in aula del numero dei Consiglieri richiesto per la validità delle deliberazioni e il numero legale si verifica al momento di ogni votazione. I Consiglieri che entrano per la prima volta o che si assentino definitivamente, o per la votazione, sono tenuti a darne avviso al Segretario Comunale, il quale ne darà atto nel verbale.
  7. Il Presidente, prima di ogni votazione può far richiamare in aula i Consiglieri momentaneamente assentatisi e, se ne ravvisa la necessità, disporre la ripetizione dell'appello.

Art. 25
Partecipazione del Sindaco e degli Assessori.

  1. Il Sindaco o un Assessore da lui delegato, è tenuto a partecipare alle riunioni del Consiglio. All'uopo il Presidente dispone le necessarie comunicazioni nei termini stabiliti per quelle dei Consiglieri.
    Il Sindaco e gli Assessori, informati come previsto dal comma precedente, possono intervenire nelle adunanze del Consiglio Comunale con funzioni di relazione e diritto d'intervento nelle materie delegate, ma senza diritto di voto.
    Sono tenuti, se richiesti dal Presidente del Consiglio Comunale, ad illustrare le proposte dell'esecutivo e a fornire chiarimenti e informazioni sugli argomenti in discussione. Le proposte sono illustrate prima della loro discussione; i chiarimenti e le informazioni sono forniti prima della votazione. Se non espressamente richiesto dal Presidente, il Sindaco e gli Assessori non possono intervenire durante la discussione e, in ogni caso durante la dichiarazione di voto.
    Qualora il Sindaco o l'Assessore delegato oppure, in loro vece, l'Assessore proponente intendano ritirare o modificare la proposta in discussione, la richiesta dovrà essere formalizzata prima dell'inizio della procedura di votazione.
     

Art. 26
La partecipazione del Segretario 

  1. Il Segretario Comunale partecipa alle adunanze del Consiglio, esercita e svolge le funzioni previste dallo Statuto e dal presente Regolamento anche con interventi per fornire informazioni e chiarimenti al fine di facilitare l'esame dell'argomento in discussione e per esprimere il suo parere di legittimità quando il Consiglio intenda assumere una deliberazione difforme dalla  proposta sulla quale egli ha espresso il parere di competenza in sede istruttoria.
    Il Segretario, in caso di impedimento o di astensione prevista dalla legge, può essere sostituito dal Vice Segretario all'uopo autorizzato.
    Possono presenziare alle riunioni, su richiesta del Sindaco o del Presidente del Consiglio, anche i funzionari comunali o consulenti esterni per effettuare relazioni o per fornire le necessarie informazioni sugli argomenti in discussione.

CAPO VIII
DISCIPLINA DELLE ADUNANZE

Art. 27
Comportamento dei Consiglieri

Nella discussione i Consiglieri comunali hanno il più ampio diritto di esprimere apprezzamenti, critiche, censure e rilievi, ma essi devono riguardare atteggiamenti, opinioni e comportamenti politico-amministrativi relativi all'argomento in esame.
Tale diritto è esercitato escludendo qualsiasi riferimento alla vita privata e alle qualità personali di alcuno e va in ogni caso contenuto entro i limiti dell'educazione, della prudenza e del civile rispetto. Non è consentito esprimere valutazioni che possano offendere l'onorabilità di persone.
Se un Consigliere turba l'ordine, pronuncia parole sconvenienti o lede i principi affermati nei precedenti commi, il Presidente lo richiama all'ordine invitandolo a desistere. Dopo un secondo richiamo all'ordine, fatto ad uno stesso Consigliere nella medesima seduta senza che egli tenga conto delle osservazioni, rivoltogli, il Presidente deve togliergli la parola fino alla conclusione dell'affare in discussione. Se il Consigliere contesta la decisione, il Consiglio, su sua richiesta, senza ulteriore discussione, decide con votazione in forma palese se confermare l'interdizione.

Per ristabilire l'ordine, il Presidente può sospendere brevemente la seduta e, eventualmente, sentire i Capi gruppo presenti, per circoscrivere l'incidente e rimuoverne le cause. Alla ripresa il Presidente informa il Consiglio della consultazione e propone i rimedi per continuare regolarmente i lavori. Se le intemperanze e gli incidenti non permettono la regolare continuazione della seduta, il Presidente propone al Consiglio, che decide in forma palese, i rimedi e le sanzioni, previste al comma seguente, necessarie nei confronti degli interessati.

Qualora non fosse possibile attuare la predetta procedura il Presidente, sentiti i Capi gruppo presenti, applica direttamente la sanzione dell'espulsione dall'aula per quella seduta o, in caso di recidiva o di particolare gravità, la sospensione del Consigliere per la durata di quella adunanza.
La procedura e le sanzioni di cui ai commi precedenti, con esclusione della sospensione, si applicano anche nei confronti del Sindaco e degli Assessori.


 Art. 28
Ordine della discussione

  1. I Consiglieri comunali prendono posto nell'aula consiliare con il gruppo di appartenenza. I Consiglieri, il Sindaco e gli Assessori partecipano alle adunanze seduti nei posti loro assegnati e parlano dal loro posto, in piedi, rivolti al Presidente e al Consiglio, salvo che il Presidente dia loro facoltà, per particolari motivi, di parlare seduti.
  2. Chi intende parlare deve farne richiesta al Presidente all'inizio del dibattito od al termine dell'intervento di un collega. Debbono essere evitate discussioni e dialoghi fra i vari partecipanti. In questi casi il Presidente deve intervenire togliendo la parola a chi ha dato origine al dialogo e mantenendola a chi è stato autorizzato a intervenire.
  3. Ogni intervento deve riguardare unicamente la proposta in discussione e deve essere mantenuto nei tempi prefissati. In caso di divagazione o di superamento dei tempi prefissati, il Presidente deve richiamare all'ordine chi sta parlando e togliergli la parola in caso di inosservanza delle indicazioni impartitegli.

Art. 29
Svolgimento della discussione

Terminata la lettura della proposta e l'illustrazione dell'argomento da parte del relatore, il Presidente dà, nell'ordine, la parola a coloro che hanno chiesto d'intervenire, disponendo, per quanto è possibile, che si alternino Consiglieri che appartengono a gruppi diversi. Quando, dopo che il Presidente ha invitato i Consiglieri alla discussione, nessuno domanda la parola, la proposta viene messa in votazione.
Nella trattazione dello stesso argomento ciascun Consigliere Capo gruppo - o il Consigliere dallo stesso incaricato di intervenire per il gruppo - può parlare per due volte, la prima, di norma, per non più di dieci minuti e la seconda per non più di cinque, per rispondere all'intervento di replica del Sindaco o del relatore.
Gli altri Consiglieri possono intervenire nella stessa discussione una sola volta, per non più di cinque minuti ciascuno. Il Sindaco e l'Assessore delegato per materia possono intervenire come previsto dal precedente art. 23 e di norma per non più di cinque minuti ciascuno.
Il Presidente, dopo che su un argomento hanno parlato tutti i Consiglieri che ne hanno fatto richiesta, avvenuta la replica del relatore, dichiara chiusa la discussione.
Il Consiglio, su proposta del Presidente o di almeno tre Consiglieri, può dichiarare, a maggioranza, la chiusura della discussione quando, pur essendovi altre richieste di intervento, ritenga che esse abbiano carattere pretestuoso o dilazionatorio, dato che l'argomento è stato sufficientemente dibattuto. Ciò può avvenire solo quando siano almeno intervenuti due Consiglieri per ciascun gruppo, in modo che sia stato possibile conoscere l'opinione di tutti i gruppi, salvo che alcuni di essi dichiarino di rinunciare.
Dichiarata chiusa la discussione, la parola può essere concessa, per le dichiarazioni di voto, ad un solo Consigliere per ogni gruppo e per la durata non superiore, per ciascuno, a cinque minuti. Qualora uno o più Consiglieri di un gruppo dissentano dalla posizione dichiarata dal Capo gruppo hanno diritto anch'essi ad intervenire, precisando la loro posizione nel richiedere la parola. I loro interventi devono essere contenuti entro il limite di tempo sopra stabilito.
I termini di tempo previsti dai commi precedenti sono raddoppiati per le discussioni generali relative al bilancio preventivo, al conto consuntivo, ai regolamenti ed ai piani regolatori e loro varianti generali.

Art. 30
Interrogazione

L'interrogazione consiste nella richiesta rivolta al Sindaco od alla Giunta per avere informazioni circa la sussistenza o la verità di un fatto determinato su argomenti di cui al 3° comma del precedente art. 9
L'interrogazione deve essere sempre formulata in modo chiaro, conciso ed in termini corretti. Essa può essere presentata in Consiglio durante la seduta, subito dopo l'approvazione dei verbali della seduta precedente, o presso la Segreteria Comunale. Il Consigliere interrogante rimette copia del testo al Presidente e ne dà diretta lettura al Consiglio.
Il Sindaco, o l'Assessore delegato per materia, prendono atto della stessa e si riservano di dare risposta scritta entro trenta giorni da quello di presentazione e al successivo Consiglio Comunale.

Art. 31
Interpellanza

L'interpellanza consiste nella domanda scritta fatta al Sindaco o alla Giunta per conoscere i motivi, i criteri e gli intendimenti in base ai quali sono stati adottati taluni provvedimenti o trattati determinati affari.
Essa può inoltre richiedere al Sindaco, alla Giunta o al Consiglio gli intendimenti con i quali si prefiggono di operare in merito ad un determinato fatto o problema.
Per la presentazione delle interpellanze e le relative risposte si osservano le modalità ed i termini previsti nel precedente articolo per le interrogazioni.

Art. 32
Discussione delle interrogazioni e delle interpellanze

La trattazione delle interrogazioni e delle interpellanze avviene nella parte iniziale della seduta pubblica, dopo le eventuali comunicazioni della Presidenza.
Prima vengono trattate le interrogazioni e poi le interpellanze, nell'ordine cronologico di presentazione.
Alle risposte sulle interrogazioni ed interpellanze può replicare solo il Consigliere interrogante o interpellante, per dichiarare se sia soddisfatto o meno e per quali ragioni e, comunque, tenendo il suo intervento entro il tempo di cinque minuti.
Alla replica del Consigliere può seguire, a chiusura, un breve intervento del Sindaco o dell'Assessore al ramo.
Nel caso che l'interrogazione od interpellanza sia stata presentata da più Consiglieri, il diritto di replica spetta ad uno di essi, di regola al primo firmatario.
Quando il Consigliere proponente non sia soddisfatto della risposta avuta o comunque intenda promuovere una discussione sulla risposta data dalla Giunta, può presentare una mozione, che dovrà essere iscritta all'ordine del giorno della successiva seduta consiliare.
Nelle adunanze nelle quali viene discusso il bilancio preventivo ed in quelle convocate in sessione straordinaria ed urgente per esaminare affari di particolare importanza, non viene iscritta all'ordine del giorno la trattazione delle interrogazioni e delle interpellanze.

Art. 33
Gli ordini del giorno

Gli ordini del giorno consistono nella formulazione di un voto politico - amministrativo su fatti  e questioni di interesse della comunità per i loro riflessi locali, nazionali ed internazionali, che investono problemi politico-sociali di carattere generale.
Sono presentati per iscritto nei tempi e nei modi stabiliti dalla legge per l'iscrizione dei punti da trattare all'ordine del giorno del Consiglio Comunale, e sono trattati in seduta pubblica, dopo le comunicazioni le interrogazioni e le interpellanze.
Il Consigliere proponente legge l'ordine del giorno e lo illustra per non più di dieci minuti. Subito dopo intervengono il Sindaco od un Assessore per precisare la posizione della Giunta, non più di due Consiglieri per ogni gruppo, ciascuno per un massimo di cinque minuti.
A conclusione della discussione l'ordine del giorno viene posto in votazione.
La trattazione di ogni punto iscritto all'ordine del giorno deve rientrare nel limite medio di un'ora di tempo in ciascuna seduta.
Il Consiglio stabilisce, tenuto conto delle proposte formulate dal presentatore, le forme di pubblicità da darsi agli ordini del giorno approvati.
Il Sindaco dispone in conformità di tali decisioni.

Art. 34
Questioni pregiudiziali e sospensive

Con la questione pregiudiziale viene richiesto che un argomento non sia discusso, precisandone i motivi. La questione pregiudiziale può essere posta anche prima della votazione della proposta, proponendo il ritiro dell'argomento.
Con la questione sospensiva viene richiesto il rinvio della trattazione dell'argomento ad altra adunanza, precisandone i motivi. Può essere posta anche prima della votazione della proposta, richiedendo che la stessa sia rinviata ad altra riunione.
Se le questioni pregiudiziali e sospensive sono poste prima dell'inizio della discussione di merito, vengono esaminate e poste in votazione prima di procedere all'esame dell'argomento cui si riferiscono.
Sulle relative proposte può parlare, oltre al proponente o uno di essi, nel caso che la proposta sia stata presentata da più Consiglieri e due Consiglieri per ciascun gruppo e, per ultimo, il rappresentante dell'esecutivo, per non oltre cinque minuti. Il Consiglio decide a maggioranza dei presenti, con votazione palese.

Art. 35
Mozione d'ordine e fatto personale

Durante la discussione è sempre concessa la parola ai Consiglieri per richiamo al Regolamento, per mozione d'ordine e, anche ai rappresentanti dell'esecutivo, per fatto personale. Sul richiamo al Regolamento o all'ordine del giorno, decide il Presidente,  in caso di esplicita richiesta la questione è posta in votazione.
Costituisce "fatto personale" l'essere intaccato nella propria condotta o onorabilità oppure il sentirsi attribuire fatti ritenuti non veri od opinioni e dichiarazioni diverse da quelle espresse. Chi chiede la parola per fatto personale deve precisarne i motivi: il Presidente decide se il fatto sussista o meno. Se il richiedente insiste, anche dopo la pronuncia negativa del Presidente, decide il Consiglio, senza discussione, con votazione palese e a maggioranza.
Può rispondere a chi ha preso la parola per fatto personale unicamente chi lo ha provocato. Gli interventi sul fatto personale non possono durare, nel loro complesso, per più di cinque minuti.

Art. 36
Termine dell'adunanza

I giorni, le ore e i tempi delle adunanze ordinarie possono essere stabiliti in linea di massima e periodicamente dal Presidente del Consiglio, tenute presenti le normative legislative, statutarie e regolamentari che fissano i termini dei vari adempimenti.
Il Consiglio può decidere, all'inizio della seduta, il calendario e i tempi per l'esame dell'ordine del giorno. Inoltre può, nel corso di un'adunanza, stabilire di continuare i suoi lavori oltre il termine normalmente fissato, per concludere la trattazione degli affari iscritti all'ordine del giorno o di quelli che hanno particolare importanza od urgenza.
Esaurita la trattazione di tutti gli argomenti iscritti all'ordine del giorno, il Presidente dichiara conclusa la riunione disponendo che se ne dia atto a verbale.
Nel caso in cui il Consiglio proceda nei suoi lavori fino all'ora preventivamente stabilita ma senza esaurire gli argomenti iscritti all'ordine del giorno, il Presidente, sentiti i Capi gruppo presenti, stabilisce l'ora e il giorno in cui convocare l'assemblea per la continuazione dell'esame dell'ordine del giorno, avvertendo verbalmente i Consiglieri presenti e disponendo che siano avvisati quelli assenti come previsto dal precedente art.16.
Nel caso che sia concordata una sospensione della seduta, il Presidente dà verbale comunicazione del giorno e dell'ora della ripresa ai Consiglieri presenti, mentre fa carico ai Capi gruppo di avvertire i componenti assenti, fermo restando che quando la ripresa dei lavori è fissata entro 36 ore non è necessaria alcuna comunicazione formale ai Consiglieri assenti.

CAPO IX
LE DELIBERAZIONI

Art.37
Redazione del verbale.

I verbali sono atti pubblici che documentano la volontà espressa dal Consiglio Comunale attraverso le deliberazioni adottate.
La loro redazione è curata, secondo quanto stabilito dallo Statuto, dal Segretario Comunale o da altro dipendente Comunale dallo stesso designato.
Il verbale delle deliberazioni, per ogni argomento all'ordine del giorno, costituisce il fedele resoconto dello svolgersi della seduta consiliare e riporta i punti principali della discussione, il testo integrale  della parte dispositiva della deliberazione ed il numero dei voti favorevoli, contrari ed astenuti su ogni proposta. Da esso deve risultare quando la seduta abbia avuto luogo in forma segreta e se la votazione è avvenuta a scrutinio segreto.
Gli interventi svolti e le dichiarazioni fatte dai Consiglieri, che hanno avuto la parola dal Presidente, sono riportati esprimendo con la chiarezza e la completezza possibile i concetti espressi da ciascun oratore. Su richiesta autorizzata dal Presidente, gli interventi possono essere allegati integralmente al verbale, purchè il relativo testo scritto, leggibile e conciso sia consegnato sottoscritto al Segretario. Possono essere trascritte a verbale le dichiarazioni di voto consegnate per iscritto al Segretario Comunale o quelle dettate a verbale qualora siano contenute in poche righe.
Eventuali ingiurie, allusioni o dichiarazioni offensive o diffamatorie non debbono essere riportate a verbale, tranne espressa richiesta, autorizzata nel corso dell'adunanza dal Presidente, da parte dell'autore o del Consigliere che si ritiene offeso.
Il verbale della seduta segreta è redatto in modo da contenere la sintesi della discussione, senza scendere in particolari che possono recare danni alle persone, salvo i casi nei quali si debbano esprimere necessariamente giudizi sul loro operato.

Art. 38
Approvazione del verbale

I  verbali dopo essere stati firmati dal Presidente, dal Consigliere anziano e dal Segretario Comunale presenti all'adunanza, e siglati dal funzionario che li ha stilati, vengono pubblicati in copia conforme come previsto dalla vigente normative e depositati a disposizione dei Consiglieri, che possono prenderne visione nell'ufficio di Segreteria.
I verbali vengono sottoposti all'approvazione del Consiglio nella prima adunanza utile. All'inizio della riunione il Presidente chiede al Consiglio se vi siano osservazioni sui verbali depositati agli atti del Consiglio e se possono essere dati per letti ed approvati. Se nessuno interviene o si oppone, i verbali si intendono approvati all'unanimità.
Quando un Consigliere lo richiede, si dà lettura del verbale o della parte del verbale per la quale lo stesso intende richiedere modifiche, rettifiche o integrazioni. Tali richieste devono essere effettuate proponendo quanto si intende che sia cancellato o inserito nel verbale. Di norma non possono essere richieste modifiche di dichiarazioni altrui.
Nel formulare le proposte di rettifica non è ammesso rientrare in alcun modo nella discussione del merito dell'argomento. Il Presidente interpella il Consiglio per conoscere se vi siano opposizioni alla rettifica proposta. Se nessuno chiede di intervenire, la proposta si intende approvata. Se vengono manifestate contrarietà possono parlare un Consigliere a favore ed uno contro la proposta, ciascuno per non più di cinque minuti. Dopo tali interventi il Presidente pone in votazione, per alzata di mano, la proposta di rettifica. Delle rettifiche approvate si prende atto nel verbale e si fa richiamo, mediante annotazioni a margine od in calce, nel verbale cui si riferisce la rettifica.

Art. 39
Le votazioni

All'inizio di ciascuna seduta, effettuato fruttuosamente l'appello il Presidente designa tre Consiglieri, fra cui uno di minoranza, per l'incarico delle funzioni di scrutatore.
La regolarità delle votazioni palesi ed il loro esito sono accertate dal Presidente. Nel caso di contestazioni sui voti espressi o di non corrispondenza, il Presidente dispone che la votazione sia ripetuta e che il risultato sia verificato con l'assistenza degli scrutatori.
L'assistenza degli scrutatori è obbligatoria per le votazioni a scrutinio segreto, che coadiuvano il Presidente nella verifica della regolarità delle operazioni e della validità delle schede e nel conteggio dei voti.
Nel verbale deve risultare per quali deliberazioni l'esito della votazione è stato verificato con l'intervento degli scrutatori.
L'espressione del voto dei Consiglieri comunali è effettuata, normalmente, mediante scrutinio palese: per alzata di mano, per alzata e seduta o per appello nominale. Le votazioni sono effettuate in forma segreta quando siano prescritte espressamente dalla legge o dallo statuto e nei casi in cui il Consiglio deve esprimere, con il voto, l'apprezzamento e la valutazione della qualità e dei comportamenti di persone. Non si può procedere a votazioni di ballottaggio, salvo che la legge disponga diversamente.
Su ogni argomento l'ordine della votazione è stabilito come segue:

a)  la votazione sulla questione pregiudiziale si effettua prima di iniziare la trattazione dell'argomento o di adottare la deliberazione,a seconda del momento in cui la questione stessa viene sollevata;

b)   le proposte di emendamento si votano nel seguente ordine, fermo restando che una volta approvato un emendamento non viene messa in votazione un'altra proposta di senso contrario:

-  emendamenti soppressivi;

-  emendamenti modificativi;

-  emendamenti aggiuntivi;

c)   per i provvedimenti composti di varie parti, capitoli od articoli, quando almeno un terzo dei Consiglieri ha richiesto che siano votati singolarmente, la votazione avviene su ciascuna parte per la quale sia stata richiesta la votazione;

d)   i provvedimenti per i quali siano stati approvati emendamenti o modifiche vengono conclusivamente votati nel testo definitivo, risultante dallo schema originario modificato in conformità a quanto in precedenza deciso.

Per i regolamenti, il Presidente invita i Consiglieri a far conoscere su quali articoli essi    presentano proposte per iscritto di modifica o di soppressione. Discusse e votate tali proposte, il testo definitivo del Regolamento viene posto in votazione nel suo complesso ed in forma palese. Per i bilanci e gli atti di programmazione, avvenuta la discussione generale, si effettuano le votazioni sulle eventuali proposte di modifica, che dovranno garantire l'equilibrio finanziario, presentate dai Consiglieri. Concluse tali votazioni vengono poste in votazione, congiuntamente, la proposta originaria integrata con le modifiche approvate.
Quando è iniziata la votazione non è più consentito ad alcuno di effettuare interventi fino alla proclamazione dei risultati. Sono consentiti solo brevissimi richiami alle disposizioni dello Statuto e del Regolamento, relativi alle modalità in corso.

Art. 40
Forme di votazione

  1. Nelle votazioni in forma palese i Consiglieri votano per alzata di mano o per alzata e seduta o per appello nominale. Spetta al Presidente indicare, prima dell'inizio della votazione, le modalità con la quale la stessa verrà effettuata. Il Presidente pone ai voti il provvedimento proposto, illustrandone le modalità di votazione. La votazione è soggetta a controprova, se questa viene richiesta, anche da un solo Consigliere, purchè immediatamente dopo la sua effettuazione.
  2. Alla votazione per appello nominale si procede quando è previsto dalla legge o dallo Statuto o in tal senso si sia pronunciato il Consiglio, su proposta del Presidente o di almeno un quinto dei Consiglieri. Il Segretario Comunale effettua l'appello secondo l'ordine di anzianità dei Consiglieri, i quali rispondono ad alta voce votando SI se approvano la proposta o NO se non l'approvano. Il risultato della votazione è riscontrato dal Presidente, con l'assistenza degli scrutatori. Il voto espresso da ciascun Consigliere nelle votazioni con appello nominale è annotato a verbale.
  3. I Consiglieri che votano contro la deliberazione o si astengono e che desiderano che la loro posizione risulti nominativamente a verbale, debbono dichiararlo prima o immediatamente dopo l'espressione del voto o l'astensione.
  4. La votazione mediante scrutinio segreto viene effettuata a mezzo di schede con la seguente procedura:

a)  le schede sono predisposte dalla Segreteria Comunale, in bianco, uguali di colore e formato, prive di segni di riconoscimento, tranne all'interno con il timbro dell'ufficio di Segreteria;

b)  ciascun Consigliere scrive nella scheda SI per l'approvazione della proposta o NO in caso contrario, oppure i nomi di coloro che intende eleggere, nel numero indicato nella proposta sottoposta al Consiglio.

c)   I nominativi iscritti nella scheda oltre il numero previsto si considerano come non scritti.

d)  Quando la legge, lo Statuto od i regolamenti stabiliscono che fra i nominativi deve esservi una rappresentanza predeterminata della minoranza ma non siano precisate espressamente le norme che disciplinano l'elezione, il Presidente stabilisce le modalità della votazione in modo da assicurare tali rappresentanze. In questo caso ciascun Consigliere può essere invitato a votare un solo nome od un numero limitato di nominativi, restando eletti coloro che riportano il maggior numero di voti.

e)  Coloro che votano scheda bianca sono computati come votanti; coloro che si astengono dalla votazione sono tenuti a comunicarlo al Presidente, affinché ne sia preso atto a verbale.

f)   Terminata la votazione il Presidente, con l'assistenza degli scrutatori procede, allo sfoglio delle schede al computo dei voti e comunica al Consiglio il risultato e, eventualmente, proclama coloro che sono stati eletti.

Art. 41
Esito delle votazioni

Salvo che per i provvedimenti, espressamente previsti dalle leggi, per i quali si richiede un "quorum" speciale di maggioranza di voti, ogni deliberazione del Consiglio Comunale si intende approvata quando abbia raggiunto  il voto favorevole della maggioranza dei presenti, ossia un numero di voti a favore pari ad almeno la metà più uno dei presenti. Se il numero dei presenti è dispari, la maggioranza assoluta è data da un numero di voti favorevoli che, raddoppiato, dà un numero superiore di una unità al totale dei presenti.
I Consiglieri che si astengono dal voto si computano nel numero necessario a rendere legale l'adunanza e nel numero dei presenti.
In caso di parità di voti la proposta non è approvata e la votazione esaurisce l'argomento posto all'ordine del giorno e pertanto preclude la rinnovazione del voto nella stessa seduta.
Salvo i casi particolari espressamente previsti dalla legge o dallo Statuto, una deliberazione non approvata non può, nella stessa adunanza, formare oggetto di ulteriore discussione e di votazione. Può essere riproposta al Consiglio solo in una adunanza successiva qualora siano mutati i presupposti di fatto o giuridici o, se riproposta nello stesso testo, siano trascorsi almeno 180 giorni.
Nel verbale viene indicato esattamente il numero dei voti favorevoli e contrari alla proposta e quello degli astenuti.
Nelle elezioni viene indicato il numero dei voti riportati da ciascun nominativo, compresi i non eletti.

CAPO X
LE COMMISSIONI SPECIALI

Art. 42
Commissione di indagine

1. Il Consiglio Comunale, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, per effettuare accertamenti e comportamenti, su materie attinenti l'Amministrazione Comunale, può deliberare l'istituzione di una commissione di indagine, definendone nel contempo l'oggetto, l'ambito e il termine per riferire all'assemblea consiliare.

2. La commissione viene eletta dal C.C. nel suo seno.

3. Per quanto riguarda i poteri, la composizione ed il funzionamento, si rinvia alle disposizioni contenute nello Statuto ed al relativo Regolamento di attuazione.

 Art. 43
Commissioni di studio

Il Consiglio Comunale può nominare, come previsto dal secondo comma dell'articolo precedente, delle Commissioni con l'incarico di studiare problemi, piani e programmi di rilevanza straordinaria, compresi tra le competenze allo stesso attribuite dalle leggi e dallo Statuto, provvedendo per tale specifico fine ad assicurare alle Commissioni l'opera dei dipendenti comunali.
Possono essere incaricate dal Consiglio di effettuare indagini conoscitive relative al funzionamento dei servizi, all'attivazione dei programmi, progetti ed interventi.
Il Presidente della Commissione riferisce al Consiglio, periodicamente, sui lavori e sottopone allo stesso, alla conclusione dell'incarico, la relazione e gli atti che costituiscono lo studio effettuato.


Art. 44
Norme comuni

La composizione numerica delle Commissioni speciali sarà stabilita con la deliberazione di istituzione in modo proporzionale alla composizione numerica dei gruppi presenti in C.C.
Le Commissioni di cui agli articoli 36 e 37 sono convocate per la prima seduta dal Presidente del Consiglio Comunale, e dopo eleggeranno nel loro seno il Presidente della Commissione stessa.


CAPO XI
NORME FINALI

Art. 45
Diffusione

Copia del presente Regolamento sarà consegnata ai Consiglieri comunali in carica. Inoltre, copia sarà inviata, dopo la proclamazione, ai Consiglieri neo - eletti.
Copia del Regolamento deve essere depositata nella sala delle adunanze del Consiglio Comunale, durante le riunioni, a disposizione dei Consiglieri.
Il Sindaco invierà copia del Regolamento agli organismi di partecipazione popolare e del decentramento, all'organo di revisione, al Difensore civico, agli Enti, Istituzioni, ecc. dipendenti od ai quali il Comune partecipa.

Art. 46
Entrata in vigore

Sono abrogate le norme dei Regolamenti Comunali in contrasto con quanto disposto dal presente Regolamento.
Il presente Regolamento entra in vigore dopo il favorevole riscontro da parte dell'organo di controllo e la successiva pubblicazione per 15 giorni all'Albo Pretorio del Comune.
Sarà inserito nella raccolta dei regolamenti, in libera visione di chiunque ne faccia richiesta, mentre per il rilascio di copia informale dovrà essere corrisposto il costo di riproduzione come previsto dalle vigenti disposizioni.
Il coordinamento del Testo è stato curato dal segretario Comunale Messina Dott. Domenico collaborato dalla Sig.ra Dato Lucia