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Titolo IV Organismi di Partecipazione


Art.34
Principi generali

Il Comune valorizza attraverso incentivazioni e forme di accesso facilitato ai dati di cui è in possesso e alla consultazione del procedimento di formazione degli atti generali le autonome forme associative e di cooperazione

Art.35
Organismi di partecipazione

1) Il Comune valorizza le autonome forme associative, di volontariato, di cooperazione, di quelle operanti nel settore dei beni culturali, ambientali, storici ed artistici, del turismo, dello sport, dell'attività culturale e di gestione del tempo libero, nonché forme associative religiose e qualsiasi altra forma associativa costituitasi spontaneamente tra cittadini a fini partecipativi.

2) L'Amministrazione comunale per la gestione di particolari servizi può avvalersi di organismi associativi operanti nel territorio comunale.

Art.36
Partecipazione

1 Le commissioni consiliari, su richiesta delle associazioni e degli organismi interessati, invitano ai propri lavori i rappresentanti di questi ultimi.

Art.37
Consulte

1) Al fine di garantire la piena partecipazione all'attività dell'amministrazione il Comune si avvale, secondo le modalità che saranno disciplinate nell'apposito regolamento, anche di organismi nei vari settori.

2) Le consulte di settore hanno diritto di essere sentite obbligatoriamente anche se il loro parere sarà consultivo e non vincolante.

3) Sono previste le seguenti consulte:

a) consulta per l'economia ed il lavoro;

b) consulta per la cultura, sport e tempo libero;

c) consulta per il turismo;

d) consulta per le pari opportunità;

e) consulta del volontariato;

f) consulta dei giovani.

4) Il regolamento fisserà composizione e funzionamento di esse.

Art.38
Assemblee dei cittadini.

Comune promuove, quali organismi di partecipazione, assemblee dei cittadini, cioè riunioni pubbliche finalizzate a migliorare la comunicazione e la reciproca informazione tra popolazione ed amministrazione in ordine a fatti, problemi ed iniziative che investono la tutela dei diritti dei cittadini e gli interessi collettivi.

2) Le assemblee dei cittadini possono avere dimensione comunale o sub-comunale. Possono avere carattere periodico o essere convocate per trattare specifici temi o questioni di particolare urgenza.

3) Le assemblee possono essere convocate anche sulla base di una richiesta di almeno cento cittadini nella quale devono essere indicati gli oggetti proposti alla discussione e i rappresentanti dell'amministrazione di cui è richiesta la presenza.

4) I regolamenti stabiliranno le modalità di convocazione, di coordinamento e di funzionamento delle assemblee assicurando il pieno rispetto dei principi di partec

Art.39
Procedure di conciliazione.

Al fine di dirimere le controversie riguardante i diritti dei cittadini e derivanti da abusi, disfunzioni, ritardi e inadempienze dell'azione amministrativa, il Sindaco, di sua iniziativa, su proposta del consiglio comunale o su istanza dei cittadini, promuove l'attivazione di procedure di conciliazione su base comunale o sub comunale.

Art.40
Carta dei diritti

1) Il Comune può adottare carte dei diritti, elaborate su autonoma iniziativa dei cittadini. Esse sono fatte proprie dal Comune nel corso di una seduta pubblica del consiglio.

2) Le carte dei diritti possono riguardare specifici ambiti della vita comunale o particolari servizi dell'ente locale. Le carte devono essere il frutto di una vasta consultazione popolare, e, con i medesimi criteri, possono essere sottoposte a successive integrazioni e verifiche periodiche. Il Comune è tenuto a darne pubblicazione attraverso le proprie sedi e i propri uffici e a inserire le carte dei diritti nei propri regolamenti quali criteri di indirizzo per attività comunali.

Art.41
Verifica della qualità dei servizi in relazione alla tutela dei diritti dei cittadini

1) L'Amministrazione può compiere verifiche circa il funzionamento dei servizi dal punto di vista della loro rispondenza alle aspettative dei cittadini e alle esigenze e alle domande di professionalità degli operatori, anche in attuazione di quanto previsto dai contratti di lavoro in ordine al miglioramento del rapporto tra cittadino e pubblica amministrazione e dagli strumenti previsti dalla legge n. 142/90 e n. 241/90. A tale scopo essa si dovrà avvalere della collaborazione delle organizzazioni dei cittadini, dei lavoratori e di eventuali associazioni di consumatori utenti.

2) I risultati di tali verifiche devono essere forniti oltre che ai cittadini in generale, anche ai lavoratori e alle loro organizzazioni per garantire l'esercizio al diritto alla contrattazione, nonché al Consiglio comunale.

Art.42
Referendum

1) Sono previsti referendum consultivi, propostivi e abrogativi in tutte le materie di esclusiva competenza comunale, al fine di sollecitare manifestazioni di volontà che devono trovare sintesi nell'azione amministrativa.

2) Non possono essere indetti referendum: in materia finanziaria, di strumenti urbanistici, disciplina del personale, di tributi locali e di tariffe su attività amministrative vincolate da leggi statali o regionali, su materie che sono state oggetto di consultazione referendaria nell'ultimo quinquennio.

3) Soggetti promotori del referendum possono essere:

a) il 15% del corpo elettorale;

b) 2/3 del consiglio comunale.

4) Il Consiglio comunale fissa nel regolamento: i requisiti di ammissibilità, i tempi, le condizioni di accoglimento e le modalità organizzative della consultazione.

5) Il referendum non può avere luogo in coincidenza con altre operazioni di voto.

Art.43
Effetti del referendum

1) Entro sessanta giorni dalla proclamazione del risultato da parte del sindaco, il consiglio delibera i relativi e conseguenti atti di indirizzo.

2) Il mancato recepimento delle indicazioni referendarie deve essere deliberato, con adeguate motivazioni, con la maggioranza dei due terzi dei consiglieri assegnati al Comune.

Art.44
Accesso agli atti dell'amministrazione

1) Ai cittadini singoli e associati è garantita la libertà di accesso agli atti dell'amministrazione e dei soggetti che gestiscono servizi pubblici comunali, secondo le modalità definite nel regolamento.

2) Il regolamento, oltre ad enucleare le categorie degli atti riservati, disciplina anche i casi in cui è applicabile l'istituto dell'accesso differito e detta norme di organizzazione per il rilascio di copie.

Art.45
Diritto di informazione

1) Tutti gli atti dell'amministrazione, delle aziende speciali e delle istituzioni sono pubblici, con le limitazioni del precedente articolo.

2) A ciascun cittadino dovrà essere garantita un'informazione dettagliata sul funzionamento dei servizi, l'indicazione delle condizioni e dei requisiti che sono necessari per accedervi, passaggi procedurali da seguire, la distribuzione delle competenze politiche, tecniche ed amministrative nell'ambito dell'organizzazione del Comune, le caratteristiche delle singole prestazioni che possono essere richieste ai singoli servizi.

L'Amministrazione comunale si impegna a provvedere alla formulazione, stampa e distribuzione di apposito vademecum.

3) L'ente deve, di norma, avvalersi oltre che dei sistemi tradizionali della notificazione e della pubblicazione all'albo pretorio, anche dei mezzi di comunicazione ritenuti più idonei ad assicurare il massimo di conoscenza degli atti.

4) L'informazione deve essere esatta, tempestiva, inequivocabile, completa, e per gli atti aventi una pluralità indistinta di destinatari, deve avere carattere di generalità.

5) Il Sindaco adotta i provvedimenti organizzativi interni ritenuti idonei a dare concreta attuazione al diritto di informazione.

6) Il regolamento sul diritto di accesso detta norme atte a garantire informazioni ai cittadini nel rispetto dei principi sopra enunciati e ne disciplina la pubblicità ai sensi della legge regionale n.10/91 e successive modifiche ed integrazioni.

7) Per garantire l'effettività dell'informazione il Comune istituisce, l'ufficio del cittadino e delle pubbliche relazioni.